fbpx

il festival

FESTIVAL FRANCO-ITALIANO DI JAZZ E MUSICHE IMPROVVISATE 2018 XXI Edizione

direzione artistica Paolo Damiani e Armand Meignan

Una striscia di terra feconda ha inventato ormai 21 anni fa e per la prima volta in Europa una “forma di festival” del tutto originale: invitare esclusivamente musicisti italiani e francesi, incentivando la creazione di formazioni con artisti dei due Paesi e valorizzando non soltanto i musicisti più conosciuti ma anche i migliori giovani talenti, grazie anche alla commissione di musica inedita e alle produzioni originali, pensate per la rassegna. Molti di questi gruppi vengono poi proposti nei migliori festival francesi, diffondendo il marchio della rassegna anche oltralpe.

Il successo di pubblico è crescente, lentamente si sta creando un’autentica comunità d’ascolto sia a Roma che in Regione, a Palombara Sabina e a Tivoli: un incontro e uno scambio, questo è Una striscia di terra feconda. Una dimensione che migliora la qualità della vita di ciascuno, semplicemente in questo inventare legami e incroci tra Italia e Francia, spostando la musica più in là e aiutando al meglio gli artisti a emozionarci: ‘toucher au cœur’, per dirla con Armand Meignan.

L’amicizia tra Paolo Damiani (musicista, Direttore del Dipartimento Jazz presso il conservatorio S. Cecilia, compositore) e Armand Meignan (Direttore dei festival jazz di Le Mans e Nantes nonché Presidente-creatore di AFIJMA -AJC, rete di festival francesi con oltre 70 aderenti) ha creato un nuovo festival, “Una striscia di terra feconda”: poetico nome rubato a Rilke per un evento fondato sull’incontro, l’amicizia, lo scambio creativo tra jazz francese e   italiano. 

Tutto nacque nel settembre del 1998 presso i Giardini della Filarmonica, quando potemmo ascoltare Marc Ducret, Paolo Fresu, Nguyen-Le, Eugenio Colombo, Yves Robert, Giancarlo Schiaffini, Stefano Battaglia, Francois Corneloup, Claude Barthelemy e molti altri musicisti francesi e italiani. Non solo star affermate ma anche i migliori giovani, la rassegna ha sempre riservato particolare attenzione ai talenti emergenti. Negli anni questo impegno ha assunto carattere strutturale, il festival ormai rappresenta il più significativo riferimento per i giovani musicisti nel campo degli scambi Italia/Francia relativi al jazz e alle musiche improvvisate: il ricambio generazionale viene promosso proponendo giovani artisti ancora poco noti, spingendoli a osare, ad andare oltre quanto creato dai Maestri presenti al festival. In tal senso, dopo l’esperienza del Premio Django d’or, è stato inventato insieme alla SIAE un Premio per il miglior giovane emergente, che nel 2015 fu vinto dal pianista Enrico Zanisi, nel 2016 è stato assegnato al contrabbassista Gabriele Evangelista e nel 2017 al pianista Alessandro Lanzoni, che suonerà alla testa del suo gruppo nel 2018. Quest’anno il premio SIAE si fa in tre, verranno infatti premiati tre fra i primi classificati nel referendum nazionale Top Jazz, indetto dal prestigioso mensile Musica Jazz: Federica Michisanti, Jacopo Ferrazza, Francesco Massaro. Di rilievo è anche il concorso Jazzmigration, creato nel 2002 da AJC per sostenere la nascita e la diffusione di giovani musicisti jazz: ogni anno i festival membri selezionano un gruppo ciascuno, quindi tutte le formazioni vengono ascoltate dai direttori artistici, i quali eleggono i tre migliori gruppi, promossi e circuitati sia in Francia che all’estero. Purtroppo sono ancora rari i festival che osano programmare artisti sconosciuti per farli scoprire a nuovi pubblici. Jazzmigration nasce per dare nuovi spazi all’innovazione, i festival AJC si impegnano non solo a far circuitare i gruppi selezionati ma anche a produrre la loro prima registrazione discografica. 

Di questo si è anche parlato a Parigi in un recente importante convegno internazionale organizzato da AJC  ( Philarmonie, 29/11/2017), alla presenza di decine di direttori artistici :  nel convegno è stata evidenziata la capacita’  del festival romano di cooperare in rete, ospitando gli artisti più noti e i giovani di maggior talento, inventando sempre nuove ipotesi narrative e musiche diverse (estratti del convegno su www.associazioneteatrodellascolto.it/news ). 

Da notare anche le sinergie con importanti istituzioni come il Conservatorio di Musica Santa Cecilia e con l’Associazione Nazionale MIdJ (Musicisti Italiani di Jazz) con cui – grazie anche al contributo dell’Institut Francais e della Fondazione Nuovi Mecenati- sarà realizzata un’importante Residenza D’Artista con 4 giovani talenti italiani selezionati tramite concorso nazionale, Camilla Battaglia, Andrea Molinari, Rosa Brunello, Perla Cozzone  e con il ragguardevole compositore e trombettista francese Mederic Collignon.

Nel corso del tempo e in altri luoghi (la Casa del Jazz, l’Auditorium …) il festival ha ospitato e prodotto il miglior jazz italiano e francese , testimoniandone la straordinaria ricchezza : Trovesi, Portal, Gaslini, Sclavis, Tonolo, Bollani, Texier, Pieranunzi, Salis, Bosso, Humair, Romano, Del Fra, Rea, Falzone, Minafra, Collignon, Bearzatti, Italia Instabile Orchestra, Lockwood, Giuliani, Godard, Bex, Rava, Gatto, Marcotulli, Trotignon, De Vito, Salis, Bosso, Giammarco, Folmer, e soprattutto molti giovani musicisti di grande talento che rinnovano costantemente il linguaggio dando una ventata di freschezza a questa musica più che centenaria! Non bisogna dimenticare che il festival ha anche consentito, grazie al sostegno della rete AFIJMA/AJC, di far suonare molti musicisti italiani nei più grandi festival francesi. Da 15 anni infatti la rassegna ha un ritorno in Francia: serate denominate «Una striscia di terra feconda » vengono organizzate in seno all’AJC, federazione di oltre 70 festival francesi, e permettono a diversi gruppi italiani di farsi meglio conoscere in Francia. Molte rassegne hanno partecipato a questo programma: il Grenoble Jazz Festival, le Banlieues Bleues, Europa Jazz Festival du Mans, Jazz sous les pommiers, Jazz en Luberon, Paris Jazz Festival, Jazzèbre Perpignan, Strasbourg, il Reims Jazz Festival, Rencontres Internationales de Djazz de Nevers e RDV de l’Erdre, e molti sono ormai i gruppi nati per il festival, spesso assemblando artisti dei due paesi.

Numerosi sono i riconoscimenti della stampa internazionale e dei critici musicali più attenti, mentre il pubblico risponde sempre meglio, sedotto da proposte sempre originali e tese alla ricerca del Nuovo.

Quella delle produzioni originali è forse la caratteristica principale del festival, non solo relativamente ai concerti dei giovani musicisti ma anche per quelli dei solisti più affermati, invitati ad inventare qualcosa di particolare e inedito. Sotto questo profilo segnaliamo tra gli altri, l’incontro di Umberto Fiorentino con Giovanni Falzone, il duo Giovanni Guidi – Theo Ceccaldi, il nuovo spettacolo dello scrittore Stefano Benni, il trio Celea-Couturier-Rabbia e la residenza di Mederic Collignon con quattro musicisti italiani selezionati tramite concorso nazionale. 

Molti degli artisti sono di rilevanza internazionale, tra i più prestigiosi solisti jazz nel panorama europeo: Daniel Humair, Danilo Rea, Urbano Barberini, Vincent Courtois, Umberto Fiorentino, Giovanni Falzone, Cristina Zavalloni, Gianni Lenoci, Magoni e Spinetti, Mederic Collignon, Stefano Benni…I nuovi talenti naturalmente sono ancora poco conosciuti in Europa, ma già selezionati tra i migliori sia in Francia che in Italia, grazie al sistema AFAM (comparto alta formazione musicale del Ministero Istruzione, Università e Ricerca), al Premio SIAE e al concorso Jazzmigration ; inoltre da quest’anno per la prima volta si esibiranno tre fra i primi classificati nel referendum Top Jazz – nuovi talenti, indetto dal prestigioso mensile ‘Musica Jazz’ : la SIAE li premierà tutti e tre, mentre una giuria internazionale conferirà un premio speciale al gruppo giudicato migliore, che si esibirà al festival nel 2019.

Il programma è articolato in:

Produzioni originali (prime assolute): 

Umberto Fiorentino Quartet ospite Giovanni Falzone. Fiorentino, chitarrista, compositore e didatta, in veste di leader e sideman ha condiviso il palco con alcuni tra i più importanti musicisti europei. In questo progetto collabora con Giovanni Falzone, trombettista e compositore di livello mondiale.

Sidewalk Cat, nuovo quintetto pugliese, ha vinto il prestigioso premio New Italian Jazz Generation 2017 e presenterà come ospite il batterista francese Tom Peyron.

Alessandro Lanzoni Quintet. In questa nuova avventura musicale il pianista fiorentino, verrà affiancato da talentuosissimi ed altrettanto giovani esponenti della scena jazzistica nazionale. Il repertorio includerà numerose composizioni originali del leader, scritte appositamente per questo nuovo progetto.

Giovanni Guidi/Theo Ceccaldi Duo: Guidi è senza dubbio la rivelazione del pianoforte jazz in Italia, sia come sideman con Rava che alla testa di gruppi diversi, come la Unknown Rebel Band. Incide per la ECM. Suonerà per la prima volta in duo con Ceccaldi, violinista, certamente una delle grandi rivelazioni della scena jazz contemporanea francese.

PREMIO SIAE 2018: Francesco Massaro & Bestiario featuring Gianni Lenoci (Francesco Massaro sax baritono, clarinetto basso, elettronica, Mariasole De Pascali flauto, piccolo, flauto alto, Gianni Lenoci pianoforte, elettronica, Michele Ciccimarra batteria, percussioni); Federica Michisanti Trioness (Federica Michisanti contrabbasso, Gianluca Vigliar sax tenore, Simone Maggio pianoforte); Jacopo Ferrazza Trio featuring Enrico Zanisi (Jacopo Ferrazza contrabbasso, Enrico Zanisi pianoforte, Valerio Vantaggio batteria) 

“Un tango con Borges” Stefano Benni voce  narrante Giulia Tagliavia pianoforte

Celea/Couturier/Rabbia: prima mondiale per uno straordinario trio franco-italiano che assembla Celea, tra i massimi virtuosi del contrabbasso jazz e contemporaneo, con due poeti della ricerca più avanzata: François Couturier al pianoforte (già ascoltato con Brahem e Mc Laughlin) e Michele Rabbia alle percussioni, autentico maestro della poliritmia e architetto dello spazio e del tempo

Residenza franco italiana 2018: Mederic Collignon e 4 musicisti italiani selezionati tramite bando nazionale 

Prime nazionali: 

Ikui Doki, trio di giovani francesi che – con l’inusuale organico di due sax e un’arpa- si ispirano alla musica francese degli inizi del secolo scorso con risultati di notevole potenza espressiva.

Novembre: quartetto francese vincitore del concorso Jazzmigration, tra il freejazz e la musica contemporanea.

Sylvain Rifflet Mechanics: il sassofonista francese, che con l’album ‘Mechanics’ ha vinto il premio Victoires du jazz 2016, presenta un nuovo emozionante quartetto a cui regala composizioni complesse e sottili, in cui il jazz più attuale si sposa con il minimalismo e con il rock più sperimentale, in raffinate ibridazioni.

Daniel Humair Quartet: il dizionario del jazz considera Humair uno dei migliori batteristi del mondo. E in effetti Daniel ha segnato profondamente la storia del jazz, suonando nell’ultimo mezzo secolo con i più importanti solisti del mondo. In questo nuovo progetto si circonda di tre autentici virtuosi: il trombettista Fabrice Martinez, la nuova star del sassofono Vincent Le Quang e il contrabbassista Stephane Kerecki.

AIRES (Besson/Ferlet/Kerecki): Airelle Besson qui in trio con basso e pianoforte, è ormai tra le soliste più richieste per l’originalità del fraseggio e la bellezza del suono. Nota anche come leader di stimolanti progetti, firma un repertorio curioso e trasversale, affascinante e sorprendente.

Vincent Courtois Trio: prodigioso virtuoso del violoncello di formazione classica, Vincent Courtois attraversa  con sapienza diversi generi musicali. La sua curiosità ed eclettismo lo ha portato a suonare con musicisti molto diversi come Christian Escoudé, Michel Petrucciani, Michel Portal, la sua partecipazione alla formazione di Rabih Abou Khalil lo impone come solista di classe mondiale. A Roma, in trio con due eccellenti sassofonisti, presenta in prima nazionale un delizioso programma tratto dalle colonne sonore di autori come Rota, Legrand, Williams.

Il festival ha sempre dedicato particolare attenzione al rapporto Suono-Parola: nel 2018 presenteremo un nuovo spettacolo del noto scrittore Stefano Benni (conosciuto anche oltralpe grazie alle traduzioni di Actes Sud), che leggera’ in scena i propri testi – scritti per l’occasione e di cui ancora nulla si sa, al di là della suggestiva evocazione su Borges-  con la pianista e compositrice Giulia Tagliavia.

Ci sarà poi anche ‘Le rovine di Adriano’, una pièce di Nello Trocchia (giornalista e scrittore minacciato dalla camorra per i propri scritti e pluripremiato per la libertà di informazione) caratterizzata dall’intensa performance attoriale di Urbano Barberini, che interagirà con le improvvisazioni del grande pianista Danilo Rea, ormai ospite pressoché stabile della rassegna. Si narra di un’importante vittoria della società civile sulla politica degli affari, relativa al folle progetto di voler costruire una discarica presso la Villa di Adriano, sito Unesco.

Per noi il Linguaggio è un processo simbolico nel quale i significati non sono dati solo dal riferimento univoco alle cose di cui sono la descrizione; come il jazz, esso è una forma di vita, un’attività governata da regole mutevoli.

Vogliamo favorire la creazione di gruppi con musicisti dei due Paesi per affermare la nostra fiducia nei valori culturali e sociali espressi dall’Europa, potenziando le residenze e creando ulteriori opportunità per i giovani talenti italiani e francesi. 

Paolo Damiani, Armand Meignan

Una striscia di terra feconda

 

 

 

Per le precedenti edizioni del festival (2014 e 2015), consulta il vecchio sito

SalvaSalva

SalvaSalva